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Non fotografo ciò che vedo, ma ciò che provo

Ci sono sensazioni che non si possono spiegare a voce, ti fanno tremare il cuore e inumidire gli occhi e un isolano sa bene di cosa sto parlando, sente un circo di emozioni non appena riguarda la sua isola dall’alto, affacciandosi dall’oblò.

Tante sfumature di blu appaiono come uno spettacolo che aveva visto e dimenticato, perché se ti sforzi di ricordare ogni giorno quel blu del mare protagonista di tante estati e altrettanti inverni, non parti più, non ti realizzi più.

Quando pian piano l’aereo tocca il suolo eccolo lì il cuore che batte più forte e tra gli schiamazzi e applausi ti senti già a casa. Tra le braccia dei tuoi cari che sono un po’ più invecchiati ti accingi ad assaporare l’infanzia. Ovviamente sei già impegnato per le prossime quarantotto ore con amici, zii, nonni e vicini di casa che ogni giorno ripetono “ma mancia? Comu si trova?” e nell’aria lo senti che l’odore di casa non è come gli altri e come una mamma la tua isola sa come coccolarti e i 25 gradi a febbraio non ti sembrano più solo un sogno.

Il mare che vede un isolano nel suo viaggio di ritorno nella sua terra

Il cuore di un isolano emigrato pesa di più, ha più forza perché ogni giorno deve fare i conti con le mancanze e le dicerie che nonostante i tempi evoluti e l’ultimo modello di iPhone, non sono mai cambiati. Ti siedi a tavola di nuovo con tutti e ti senti già felice, perché la famiglia è sacra, in famiglia tutti si aiutano, si amano e le mani di nonna sono sempre la cosa più bella da vedere e stringere.

E dopo il caffè, l’ammazzacaffé e ancora un altro caffè ti ritrovi giù al bar, da sempre scusa per incontrare gli amici che ti chiedono quanta forza ti è servita per abbandonare tutto questo, ma tu lo sai dentro di te che la forza non è mai abbastanza e quando la nostalgia è troppo forte ti culli di ricordi e foto.  Tra tutte le cose, più di tutti ti è mancato lui… il mare.

Mi sono sempre chiesta come facesse la gente che abita in una città senza mare a sopravvivere alle difficoltà della vita, a chi riversano le preoccupazioni che di volta in volta le onde si porta via? Ed eccolo lì, un suono inconfondibile, un richiamo, il tuo.

Si è fatto tardi e tra le risate e il cucù fatto con gli amici, che quasi avevi dimenticato per la vita frenetica di ogni giorno, ti riaddormenti sul tuo cuscino, sul tuo letto e ripensi a tutte quelle notti passate sopra a sperare di superare l’esame e magari di prendere un 30. Tutto riprende forma e tutto ritorna al suo posto. Ci vuole forza a lasciare questo, a promettere a te, ai tuoi, e alla tua isola che tornerai presto.

Ma tu sei un isolano, non importa dove andrai, la tua isola è dentro il tuo cuore e con gli occhi un po’ umidi e il cuore pesanti ti ripresenti al gate con la promessa che un giorno tornerai per sempre.

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